martedì 22 dicembre 2009

Camera 606 - In attesa di chiamarti cara per l'ultima volta


Rimarrai sorpresa da questa mia?
Essendo inutile il trascrivere qui i miei pensieri, mi sono lanciato ancor più con entusiamo nel ripercorrere mese per mese questo anno.

Gennaio: l'importanza del vuoto
Febbraio: la dignità dei pensieri emarginati.
Marzo: allontanandosi da quei luoghi
Aprile: interiorità
Maggio: camminare con passo lento
Giugno: la violenza delle emozioni.
Luglio: come trattiamo l'arte del silenzio.
Agosto: pensare cosa promettiamo.
Settembre: le nostre proiezioni reciproche.
Ottobre: riflettere su come cambiano i toni dell'assenza.
Novembre: le parole per non dirlo.
Dicembre: l' entusiasmo della fuga.

venerdì 18 dicembre 2009

Camera 101 - In attesa di chiamarti cara per l'ultima volta

Ma quando è cominciato tutto questo? Tu che eri parole ora sei solo silenzio.
Ricordo che aspettavo con piacere il rito della chiacchierata della sera. Quando disponevi tutte le tue idee, i tuoi piccoli e grandi ragionamenti davanti a me come tanti oggetti da mostrare. Ascoltandoti riempivo la scatola della mia mente di tutte quelle cose.

Il nostro rapporto si nutriva e rigenerava nel tempo con quei momenti. Si preparava ai continui cambiamente con perfetta sincronia diventando sempre più forte. Ora non sei più parola. Sei solo una scusa. Hai detto ne riparleremo a gennaio e sei andata. Ma quattro settimane sono tante perchè una conversazione che riparte abbia lo stesso significato. Comunque sia, spero che allora tu sappia dirmi quello che non hai saputo dirmi ora.
Buon Natale.

martedì 15 dicembre 2009

Camera 301 - In attesa di chiamarti cara per l'ultima volta


Nel tuo armadio, tra scatole e libri, ci sono alcune buste, di quelle grandi: contengono i rimasugli delle tue storie. Una, lo so, parla di noi.
C'è la prima lettera che ti ho mandato, con intatta l'incertezza di quando la scrissi. Avevamo da poco parlato al telefono e di quel tremore c'è traccia.
C'è una mia fotografia, di quelle che ti scambi pensando che se dovrai incontrarlo di nuovo, almeno ricorderò il suo volto.
Ci sono i messaggi scambiati per concordare i primi viaggi, quelli che hanno scandito questi dieci anni.
Chissà cosa dirà il prossimo foglio che entrerà nella busta.

domenica 13 dicembre 2009

Camera 212 - In attesa di chiamarti cara per l'ultima volta

Semplicemente per il fatto che davanti a te ci sono io che parlo e davanti a me ci sei tu con la tua assenza.

mercoledì 9 dicembre 2009

Camera 214 - In attesa di chiamarti cara per l'ultima volta

Una storia nella storia è questa comprensione che dici che dimostreresti verso di me, se me ne andassi. Capirei, mi dici. Del resto siamo due indipendenti che possono liberamente scegliere.
E così è accaduto che un lunedì ho incontrato un'altra. Mentre mi avvicinavo al luogo dell'incontro pensavo a come l'inizio della nostra storia si stia riflettendo sulla fine. Come uno specchio, tutti i singoli movimenti li vedo ora replicati al contrario.
L'appuntamento è nato casualmente ma una volta definito ha richiesto la sua organizzazione.
Ci sono primi appuntamenti che racchiudono il primo e l'ultimo. Altri diventano un solo primo appuntamento solo molti appuntamenti dopo, quando ci si rende conto che non è replicabile.
Quello che per qualcuno sembra un inizio, per qualcun'altro è la fine.


lunedì 7 dicembre 2009

Camera 304 - In attesa di chiamarti cara per l'ultima volta


Dell'imprevedibilità della relazione me ne sono reso conto sin dall'inizio e non mi era spiaciuto, come non mi spiace adesso. Momenti di verità e trasparenza si alternano da sempre a segretezza ed opacità. Quest'andamento oscillante è simile a quello che alterna desideri e aspettative. Ciò che si sceglie di rivelare o nascondere, è solo frutto del momento. Della singola circostanza del momento.
La particolarità è che i segreti non sono veri segreti. Sono succedanei di segreti.
Io ti parlerei se me ne dessi modo, se tu non fossi così impegnata a non farti parlare.

venerdì 4 dicembre 2009

Camera 216 - In attesa di chiamarti cara per l'ultima volta

Chi appartiene a una coppia sa, nel profondo di sé, che pur nel torto più marcio avrà sempre un alleato al suo fianco. Coppia significa anche certezza di non essere fraintesi, di non pesare le parole, ma anzi anche di pesarle, di scoprire i propri punti deboli senza che si venga strumentalizzati, attaccati.
Lunedì mi hai proiettato l'ennesima possibile risoluzione, con dettagli, con cura, con calma, ma al telefono. Ti ho dato la mia disponibilità a parlarne, mi hai risposto "ti faccio sapere". Martedì, incontrandomi: "ah poi per quella cosa, per ora non se ne fa nulla. Ne riparleremo, ti farò sapere."
Avverto tutta la tua fatica verso il dovere della conversazione. Io vorrei poter dialogare, confrontarmi e altro se necessario senza che questo metta in crisi la natura e l'esistenza del rapporto. E tu?


giovedì 3 dicembre 2009

Camera 105 - In attesa di chiamarti cara per l'ultima volta.

In quale momento un essere umano comincia davvero a parlare? E in quale momento due esseri umani cominciano davvero a dialogare?
Abbiamo superato il tempo in cui il non detto sapeva essere accattivante, seducente. Il non detto di oggi somiglia a segreti che evocano scenari proibiti. E tu filtri le parole, lasciando che siano loro a fare le promesse che tu non fai. A me tocca fare la differenza tra te e le parole da te dette.