giovedì 28 gennaio 2010

Camera 209. La transizione.

Non ricordo quale fosse il numero della prima camera. E se non fosse per queste parole appiccicose probabilmente dimenticherei anche il numero dell'ultima. Dell'ultima camera insieme.
Non ci restano che briciole di formalità, poi è finita. Gli oggetti li abbiamo già divisi, restituito tutto ciò che non era di reciproca proprietà, trattenendo solo quello che ci apparteneva.
Sono giorni di transizione, con le due sponde non più equidistanti in metri e in sensazioni.
Se dopo i primi metri di distacco dalla prima riva c'era ancora l'idea di voltarsi e tornare indietro, ora prevale forte la voglia di raggiungere l'altra riva, e riprendere il cammino verso l'oltre.




venerdì 22 gennaio 2010

Camera 310. Cara. Permettimi di chiamarti così per l'ultima volta.

Cara.
Permettimi di chiamarti così per l'ultima volta.
Niente accuse, nè recriminazioni.
Concedimi solo una manciata di ricordi da portare con me ovunque vada, qualsiasi cosa accada.
Ti ho dato molto e ho ricevuto altrettanto.
Non mi hai mai costretto a recitare un ruolo che non mi competeva.
Al contrario, hai sempre apprezzato la mia semplicità e la mancanza di artifici.
E' stato bello non essere costretto a mentire o a giustificarmi, potermi esprimere liberamente, senza il timore di essere frainteso.
Mi hai sempre compreso ed apprezzato.
Te ne sarò grato per sempre.
Giuro che non mi accontenterò della prima che capita.