sabato 27 febbraio 2010

Camera 204.


Non ero capace di muovermi, era come se tutto il peso dell'auto fosse sulle mie spalle. Non riuscivo nemmeno a seguire le informazioni del traffico che la radio trasmetteva. Non capivo le loro indicazioni. Quella sera non mi accorgevo di nulla. Sentivo solo quell'odore, ed è stato quell'odore a farmi capire che il viaggio era finito. Ero tornato al passato.
Occorre essere stati via a lungo per capire che odore ha il passato.

martedì 23 febbraio 2010

Camera 004


E' quando viene sera, si spengono le luci, si affievoliscono i rumori, che i venticinquemetriquadrati diventano tutti uguali. Allora la differenza sei tu.

lunedì 22 febbraio 2010

Camera 422


Per celebrare una camera bastano tre minuti.
Per distruggere una camera basta un secondo.
Per vivere una camera hai bisogno di tutto il tempo che hai.

sabato 6 febbraio 2010

Camera oscura.


A nulla serve ricordarti.

lunedì 1 febbraio 2010

Camera 202. La prima.


Molto spesso le cose appaiono nuove perché le vediamo con occhi nuovi. Questa camera è la stessa camera 202 di tante altre volte. Ma questa volta è diversa. La firma ha sigillato stamane la separazione.

Il viaggio non è cominciato con un aereo e i suoi passeggeri. Volti baffuti e coperti da dopobarba. Volti sottolineati da un lucidalabbra. Volti stanchi di indossare cappellini ed uniformi. Volti riempiti da espressioni vuote.

Il viaggio è cominciato con una firma che per coincidenza ratifica anche la fine di un altro viaggio. Viaggi che si incrociano in non-luoghi, dove si incontrano non-persone che vivono non-vite. Tutti presi a correre per non doversi fermare ad osservare. Tutti che si guardano il viso nello specchio. Nessuno che che osservi la propria anima in un quadro, in un libro.