martedì 24 maggio 2011

Camera 205 - Troviamo le storie che cerchiamo.


Per quanto ci fossimo illusi di trovarci d'accordo sulla strada da percorrere, eccoci ancora qui, seduti uno di fronte all'altra, confortati da un'eccezione ammiccante che ci rasserena. Vi è insomma un punto introno al quale troviamo il consenso senza traumi. I caffè sono davanti a noi, la gente ci scorre ai lati in questa ampia sala del' hotel. Ci sono delle attese nell'aria la tua telefonata aveva suscitato la mia curiosità: troviamo le storie che cerchiamo. Tu leggi poco e ascolti ancora meno. Tu che vuoi incarnare la libertà assoluta, di fare quello che si vuole. Per te stessa solo. Eri un'anonima bellezza quando t'incontrai tra le foglie. Poi decidesti di rappresentare la bellezza che evoca timore reverenziale. Non hai mai capito chi non ti considerasse la più bella. Una unicità a cui tenevi moltissimo. E che ti faceva dire che per quanto ci si leghi a un'altra persona si deve far conto sempre su stessi. Semplice e sempre chic, sofisticata come poche possono permettersi. Atteggiamento che concilia la modernità con il classicismo.  La citazione di te stessa. Cambiavi ogni giorno qualcosa, un piccolo particolare, perché tutto risultasse sempre uguale a te stessa. Giornate senza pensieri vivevi con la leggerezza con cui rispondevi sempre di no. E tutti intorno parlavano di te e tu, semplicemente, te ne fregavi. Ma mi ascolti? Mi chiedi allargando le mani intorno alla tazza di caffè. No, pensavo a quel tramonto sul mare lontano.