mercoledì 20 maggio 2015

Camera 258 – Scritto prima di andare alla cena di gala, dopo averti sognata.

“Tienimi alla giusta distanza da quelli che amo, Dio, cazzo.”  Valeria Parrella – Troppa importanza all’amore.

Ho letto questo libro con curiosità. Poi l’ho riletto con accuratezza. Poi l’ho chiuso e lasciato fermentare dentro. C’erano tanti riferimenti a certe mie esperienze che non sto qui a riportare ché altrimenti divago troppo. Poi sono partito, come al solito. Nessun viaggio particolare come però ogni viaggio è particolare. Vabbè, sono arrivato Cracovia. Poi sono andato a dormire e t’ho sognata. Non mi succede spesso, ma succede. E tra sogno e pagine, c’è quel passaggio che mi passa e ripassa nella mente che sento mio. L’autrice sono certo capirà: come ogni artista autentico sa che la sua opera è completa solo quando si realizza in chi ne usufruisce. Tutta la vita si misura in distanze: di tempo e di spazio. Ed è in quello spazio assoluto che si esprime l’essenza. Essenza dell’essere, del sentimento provato, della propria origine, del proprio desiderio. Dieci parole, non una di più, per esprimere un concetto che vivo da anni sulla pelle. Che sintesi potente, Dio, cazzo.
E allora mi trovo a chiedere di tenermi alla giusta distanza in anni e kilometri dalla genesi, da quel luogo, da quelle emozioni che tagliano, da coloro che cercano di rendersi utili e quindi da coloro che fanno cose per il mio bene. A tenermi alla giusta distanza da chi cerca la risata sempre e comunque, da chi è ancora un invincibile ricordo sbagliato nella mente, dai dolci, dal troppo cotto, da chi ti rovescia addosso la falsa sfortuna di non essere perfetto. Tienimi alla giusta distanza da chi recrimina continuamente, dagli indecisi, da chi rivendica sempre, da chi non sopporta, da chi cerca sempre la poesia, da chi non legge un libro ma anche da chi legge solo libri senza fermarsi a parlare. Tienimi alla giusta distanza da chi non cerca più, da chi non vuole muoversi e preferisce stare sul divano, da chi ostenta la sua non ostentazione, da chi non apprezza il blu, da chi se n’è andato dalla mia vita senza passare dal via. Tienimi alla giusta distanza da chi ho amato, da chi non sopporta, da chi ti mi chiede come stai? Ma non viene mai. Tienimi alla giusta distanza dall’aria buona, dalla natura, dal verde che non so abbinare. Tienimi alla giusta distanza da me stesso quando mi frequento troppo, da chi non mi chiama per nome, da quella strada nel bosco, da quell’idea che avevo di te, dal telefono per chiamare ancora. Tienimi alla giusta distanza da chi non se n’è accorto, da chi fugge e da chi tace e non risponde. Tienimi alla giusta distanza dal vuoto e dal pieno. Tienimi alla giustanza distanza da me stesso, che dopotutto, è la distanza più importante.

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